La leggenda del rubino, la firma di Roberto Coin

Protezione, potere, passione. Tutte le culture che hanno conosciuto i rubini hanno almeno una leggenda legata a questa magnifica pietra preziosa, che da anni è diventata la firma speciale del designer Roberto Coin.

I guerrieri di Burma – l'attuale Myanmar – si cucivano dei rubini sotto la pelle prima delle battaglie, convinti che le pietre li avrebbero resi invincibili.
Nella tradizione induista, i rubini “dei Bramini” donano sicurezza dal pericolo ai loro possessori. Le pratiche della medicina ayurvedica spesso raccomandano di indossare rubini per liberare il corpo dalle tossine e per aumentare l'energia.
Il rubino è l'unico gioiello di cui si parli nella Bibbia, nel Libro dei Proverbi, e Marco Polo descrisse con meraviglia i rubini dell'India.
William Shakespeare, John Donne e John Milton nei loro scritti citano il rubino come pietra destinata ai reali e alle corone... o per descrivere le labbra e le gote di una fanciulla.
La regina Elisabetta I fu una grande collezionista di rubini, come Elisabetta II che siede oggi sul trono del Regno Unito. Nel 1947 l'ex colonia di Burma le donò una collezione di rubini dal valore inestimabile, augurandole “una vita lunga, felice e piena di salute”.

Ancora oggi i rubini sono fra le gemme più preziose, unici per il loro splendido colore, e il designer Roberto Coin ha creato una sua tradizione legata a queste pietre. Secondo un'antica leggenda egiziana, infatti, portare un rubino sulla pelle propizia longevità, salute e felicità. Dal 1996 Coin ha iniziato a firmare le sue creazioni incastonando un piccolo rubino all'interno di ogni gioiello, un dono segreto di buon augurio.

Lo stesso augurio che possiamo rivolgere ai nostri clienti: i gioielli di Roberto Coin sono infatti disponibili nei negozi Florio Folini. È ora di sognare...

© Florio Folini | Privacy Policy | Cookie Policy

designed by Pura Comunicazione